Il settore più importante delle esportazioni in Uruguay sono i prodotti agricolo zootecnici, fondamentalmente la carne, la lana, i latticini, il legno, e i manifatti con materia prime provenienti da detti prodotti.
È valido affermare allora, che l’economia del paese si basa nel settore agricolo zootecnico.
Questa è una delle ragioni per cui si riceve grande supporto creditizio statale, a interessi vantaggiosi e a lungo termine per investire nelle infrastrutture, nel miglioramento dei campi, nell’acquisto di macchinari e di bestiame per la riproduzione.
In generale il costo del denaro per il settore agricolo zootecnico, si trova nel 9% circa effettivo annuale in valuta statunitense.
La banca privata occupa una posizione secondaria in quanto ai crediti per avere un tasso d'interesse più alto.
La pressione tributaria è evoluta in modo favorevole, e si è osservata nelle ultime legislature una tendenza allo sgravio del fattore terra, ed un’imposizione al reddito reale con una grande permissività in quanto alla deduzione degli investimenti.
PRINCIPALI PRODOTTI E TIPOLOGIE DI SFRUTTAMENTO
I prodotti più importanti del settore sono la carne - bovina ed ovina-, la lana, il latte e suoi derivati, e i grani – cereali e oleosi-.
Tra i cereali, vi sono condizioni per la produzione del frumento, l’avena, l’orzo, il sorgo e il mais. Tra gli oleosi, si produce lino, girasole e soia.
Grande importanza ha la produzione del riso, e il legno, fondamentalmente per il settore cartaio.
Le caratteristiche dello sfruttamento sono determinate basicamente dalla capacità del suolo e dalla localizzazione, ma influiscono anche la facilità e i rapporti del produttore per arrivare a determinati mercati.
Tra le tipologie di sfruttamento, predominano gli stabilimenti che si dedicano all'allevamento del bestiame, e in minore proporzione gli stabilimenti misti che si dedicano all’agricoltura ed all’allevamento del bestiame. Se consideriamo i primi, predominano in quanto superficie occupata gli stabilimenti di sfruttamento misto di bovini ed ovini (50%); mentre che la superficie occupata dagli stabilimenti di netta predominanza ovina solo arriva al 10%.
L’allevamento del bestiame si può a sua volta classificare in base alla parte del ciclo produttivo che compie lo stabilimento: gli stabilimenti a ciclo aperto realizzano la monta bovina e l’allevamento degli animali giovani; gli stabilimenti a ciclo chiuso compiono la tappa finale, l’ingrasso.
Vi sono stabilimenti a ciclo completo che realizzano entrambe le tappe. La scala in cui opera la ditta è una variabile importante, poichè determina il livello e lo sfruttamento degli investimenti e della mano d’opera, la capacità finanziaria e l’efficienza nella commercializzazione dei prodotti.
PRINCIPALI ZONE PRODUTTIVE
Zone principalmente di pascoli
Zone miste (agricole e di pascoli)
Zone principalmente agricole (non irrigate)
Zone principalmente agricole (con irrigazione) Esempio: Riso.
Zone atte alla forestazione.
REDDITIVITÀ DEL SETTORE
La redditività del settore può essere stimata da due punti di vista: la redditività media agricolo zootecnica derivata dalla produzione agricola e dell’allevamento del bestiame e dalle loro rispettive transazioni commerciali, è verso il 4%. Nonostante ciò se si considera lo studio della redditività dal punto di vista del capitale finanziario applicato all’imprendimento agricolo zootecnico, si deve prendere in considerazione l’aumento del prezzo della terra in Uruguay, che durante il periodo 1983-1996, è cresciuto a un ritmo accumulativo annuo del 7,5%. Sommate entrambe redditività si supera il tasso del 11% annuale, che si considera ottimo vista la grande sicurezza dell’investimento agricolo zootecnico.